Si tratta di un katakuchi cotto nel dicembre del 2013,
lo ripropongo perché attinente la tema delle rocce naturali usate nella composizione degli smalti;
non posso riprendere il vecchio post perché tutto ciò che ho pubblicato prima del giugno 2014 è andato perduto.
lo ripropongo perché attinente la tema delle rocce naturali usate nella composizione degli smalti;
non posso riprendere il vecchio post perché tutto ciò che ho pubblicato prima del giugno 2014 è andato perduto.
Corpo in gres bianco;
foggiato al tornio;
ingobbio realizzato con tufo di Montesacro (Roma);
smalto Wilson ash base:
feldspato 20
cenere di legna lavata 70
quarzo 10
foggiato al tornio;
ingobbio realizzato con tufo di Montesacro (Roma);
smalto Wilson ash base:
feldspato 20
cenere di legna lavata 70
quarzo 10
A sinistra il pezzo dopo il primo fuoco; il rivestimento in tufo presenta una superfici screpolata. Il tufo puro dopo il secondo fuoco è visibile sul fondo.
Se posso avrei una domanda che mi frulla nella testa leggendo i vari post:
Cos' è la cenere lavata?
Per non apparire cretino, riformulo:
Qual'é il processo per ottenerla visto che la citi molto nelle tue ricette?
Grazie e ancora complimenti
Il processo di lavaggio della cenere serve a ridurre il suo contenuto di alcali; questo rende il materiale un po' più stabile e più "pulito".
Il processo è piuttosto semplice ... ma forse merita un post.
Comunque si tratta di passare la cenere in acqua dove gli alcali in essa contenuti vanno in soluzione e così possono essere eliminati.
L'unica cosa rilevante da dire su questo processo riguarda il fatto che gli alcali in soluzione sono caustici e quindi le operazioni vanno eseguite sempre proteggendo le mani con guanti di gomma.
Be', allora cercherò di scriverne prima possibile
Questa scoperta, mi fa sorgere una nuova domanda, cosa succede sostituendo la cenere con la soda Solvay? Non si creerebbe uno smalto più controllabile, scusa ma sono un curioso, grazie ancora
Alcuni sostengono che il nome Potassio derivi da quello di potassa che più o meno è la liscivia e si otteneva facendo bollire la cenere di legna nell'acqua in una pentola di ferro. In inglese la pentola è pot mentre la cenere è ash da cui pot-ash... (il nome latino potassum esige ma è coniato di recente).
Sulla tua domanda, la risposta è no. La cenere si lava proprio per eliminare gli alcali (sodio e potassio). D'altro canto, però, la soda solvay è utilizzata sia negli smalti, ma con altri scopi, sia al posto del sale (cloruro di sodio) nelle cosiddette cotture a sale.
Ma qui si aprono almeno altri due temi degli di altrettanti post
... hai deciso di farmi lavorare?
In effetti hai ragione, lavando la cenere gli alcali si tolgono, ma non immaginavo totalmente, l'idea mi nasceva pensando che ne rimanessero e quindi avrebbe avuto senso dosare più precisamente.
Non conoscendo il processo di lavaggio in effetti non posso sapere quali sono le quantità in gioco, aspetterò il tuo post per formulare ipotesi meno aleatorie.
Fortissima la teoria etimologica, potrebbe avere un senso, Pot-ash é affascinante. ... ma allora tolti gli alcali di mia nonna della cenere che rimane?
Saluti cari
Tra le foto che la ritraggono mi piace molto questa http://www.cono9.com/uploads/8/9/9/4/8994029/1459796472.png
Per questo mio apprezzamento devo confessare che, lo stesso, va in controtendenza a ciò che, per il mio lavoro sulla ceramica, faccio quotidianamente al fine di ottenere il massimo controllo su corpi e smalti ceramici.
Tuttavia, sono sempre ammaliato dalla potenza della sperimentazione empirica e dai suoi risultati, a volte con esiti piacevolmente sorprendenti, capaci di rivelare orizzonti inaspettati.
Tengo a farvi presente che nutro una seria e profonda stima nei confronti di coloro che dedicano tanto tempo e impegno alla ricerca e alla divulgazione di cotanta bellezza.
Spero, inoltre, che vi sia un giorno in cui potremmo incontrarci sia per conoscersi sia per scambiare qualche idea sul perché il "virus" della ceramica si propaghi, selettivamente, solo su certe sensibilità.
Alla prossima.
M.V.
La ceramica giapponese é un ponte tra l'alchimia orientale e quella occidentale, ecci perché ci affascina.