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Published on
June 25, 2015

Disamina 8

Superfici Tecniche
Image description
Si tratta di una serie di piattini analoga a quella della Disamina 7
la differenza è nel materiale: questi sono realizzati in grès bianco  e
ingobbiati con lo stesso materiale arricchito di ossido di ferro rosso al 6%
Su tutti una pennellata di iron stain

Vediamo i singoli smalti:
I
cenere di legna non lavata
qui la cenere si è fusa bene, anche troppo, creando un fondo vetroso al centro.
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II
cenere "terrosa"
si tratta di cenere di potature di ulivo bruciate a terra
nel raccoglierla è venuta su anche un po' di terreno.
Lo spessore della cenere è più sottile e le colature sono meno evidenti.
III
cenere mista lavata
valgono le considerazioni fatte sullo spessore nella Disamina 7
Di questo aggiungo un particolare perché mi sembra interessante
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Particolare piattino III

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IV
Irabo composto da terra di tolfa e cenere di legna in rapporto 30/70
V
Base in tenmoku tipo Karatsu con terra di Tolfa, schizzi di tea dust e velo di coreano
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VI
Velo di coreano sovrapposto a Dry Yellow Ochre
Published on
June 24, 2015

Disamina 7

Image description
Si tratta di tre piattini in grès arancione;
non sono stati ingobbiati;
nella serie sottostante: 
il primo è smaltato solo con cenere pura lavata;
il secondo presenta una combinazione di coreano sottile sovrapposto a dry yellow oche; 
il terzo ha una base di TKTG (tenmoku tipo Karatsu con Terra di Tolfa) e un velo di coreano con schizzi di tea dust solo all'interno.
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Sul piatto della foto sopra:
la cenere pura, dove non è sottilissima, fatica a fondere e resta arida e terrosa.
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Anche qui (foto sopra) ci sono gocce di tea dust.
La composizione funziona, forse non è bellissima ma funziona; probabilmente... anzi, sicuramente può migliorare riducendo lo spessore dello stato di smalto coreano per incrementare le chiazze rosse e terrose.
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Questa della foto sopra è, secondo me, la prova migliore della serie.
Lo spessore del coreano anche qui è sottile ma non sottilissimo, come il piatto precedente, ma in questo caso la combinazione funziona.
Parere personale.
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Il fondo. Dalla I alla III partendo da destra.
Published on
June 8, 2015

Disamina 6

Image description
Due ciotole in gres rosso,
senza ingobbio,
smaltate con irabo sottilissimo e una pennellata sul bordo di dry yellow oche.
Gli irato sono differenti, 
su una tazza ce n'è uno composto da  cenere/terracotta 50/50 sull'altra invece è composto da cenere/terra di Tolfa 70/30; lo spessore sottilissimo praticamente annulla la differenza.
Il risultato è chiaramente negativo, troppo aride, troppo ruvide, troppo forte l'effetto metallico. 
Il tutto si supera con un bell'ingobbio tipo hakeme bianco;
tanto per dare l'idea, la tazza sotto è realizzata con la stessa argilla, smaltata a irabo e pure con la pennellata di d.y.o.
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Published on
May 31, 2015

Disamina 5

Ancora non entriamo nel vivo della sperimentazione;
pigro!
proseguo con le cose facili;
una tazza foggiata a pizzico con grilla refrattaria,
rivestita con tenmoku tipo Karatsu con terra di Tolfa (TKTG) su cui è sovrapposto smalto jun che cola sulle pareti sia dentro che fuori.
Lo jun su superfici ricche di ferro smette di essere jun e vira sul blu.
E' un effetto cromatico che a me piace.
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Published on
May 29, 2015

Disamina 4

Forme Superfici Tecniche
Ancora dal forno del 1 maggio scorso.
Questa è una composizione che posso considerare consolidata:
gres grigio, 
hakeme con ingobbio Hansen (vedi post "Ingobbi 8" del 26.2.2015); 
qualche schizzo di iron stain;
smalto coreano sottile (vedi post "Ricostruzione di uno smalto" del 11.1.2015).
Lo smalto avrebbe dovuto essere più sottile.
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Published on
May 24, 2015

Disamina 3 - Le tazzine

Forme Superfici Tecniche
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Qui la sperimentazione sulla cenere entra nel vivo.
6 tazzine in gres chiaro (in cottura prende un colore grigio chiaro),
prive di ingobbio,
rivestite con cenere pura o smalti a base di cenere;
gli spessori sono generalmente piuttosto sottili.
Sto cercando la risposta di questo materiale, 
da solo o combinato con altri e
per farlo è necessario fissare le stesse condizioni.
Devo avvertire, come già accaduto altre volte, che i colori in foto sono migliori, più vivi direi, di quanto non sia dal vero.
Le foto spesso regalano qualcosa.
Altra nota iniziale, valida per tutte, riguarda un effetto lucido sul bordo che contrasta con l'aspetto generalmente più arido di questi rivestimenti; 
si tratta di una pennellata di tenmoku, leggera e sottile.
N 1
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La N 1 e la N 2 sono rivestite di cenere pura, 
si tratta di cenere di legna di camino (quindi è un misto ma credo prevalga  la quercia).
La cenere di una è lavata, l'altra no;
purtroppo non l'ho scritto subito e l'informazione ormai è andata.
Errore!
Non ci sono grosse sorprese,
all'interno, lo spessore maggiore ha prodotto le tipiche colature,
le parti migliori sono quelle, soprattutto all'esterno, dove gli spessori sottili lasciano chiazze rossastre. 
La cenere pura, per i miei gusti, va data in spessori sottilissimi, 
appena un velo.
In generale, quindi, si adatta meglio al grès che, vetrificando, è un materiale impermeabile; lo smalto di cenere, infatti, soprattutto se sottile, non è in grado di rendere impermeabile un materiale poroso.
N 2
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N 3
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Sulla N 3 e sulla N 4 c'è la sovrapposizione di smalto coreano su dry yellow ochre;
smalto lucido a base di cenere su smalto arido sempre a base di cenere.
il dry yellow ochre, come dice il suo nome è un rivestimento arido, quasi terroso e, a dispetto del suo nome, se lo spessore è sottile, prende un bel colore rosso-bruno.
L'idea era quella di rendere più lucida la base del d.y.o. aggiungendo sopra un velo di coreano.
Idea ingenua, a quanto pare.
Le sovrapposizioni creano quasi sempre un prodotto che differisce, in modo più o meno consistente, dagli smalti che le compongono.
N 4
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N 5
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La N 5 e la N 6 sono rivestite con uno smalto a base di cenere e polvere di peperino (roccia vulcanica, sul genere delle pozzolana e dei tufi, per capirsi) 50/50 con un'aggiunta di circa un 10% di caolino che serve per stabilizzare un po'.
Su questa combinazione ho già scritto nel post del 6 dicembre 2014,
quello che è interessante è la risposta diversa che lo smalto da su una base differente: lì infatti rivestiva provini fatti di refrattaria rossa, qui, invece, è su grès grigio chiaro; 
la differenza è significativa.
N 6
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Published on
May 19, 2015

Disamina 2

Forme Superfici
Prima di entrare nel vivo della sperimentazione
tratto ancora un po’ i pezzi rivestiti con smalti già consolidati;
qui c’è una coppia di tazzine:
argilla refrattaria rosso chiaro
base di TKTG (Tenmoku alla maniera di Karatsu con Terra Gialla di Tolfa) colore rosso-bruno aspetto più arido;
patina sottile all’interno e inserti all’esterno di Black Tenmoku ricostruito: colore ovviamente nero, aspetto più lucido;
gocce di Tea Dust Tenmoku, sia dentro che fuori. 
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L’aspetto interessante è nel confronto con un piatto cotto l’anno scorso rivestito con la stessa sequenza di smalti,
anche l’argilla era la stessa e, 
se non ricordo male…
No, non ricordo male, 
il piatto occupava nel forno la stessa posizione delle tazzine:
più o meno al centro del piano più basso.
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Ora, al netto delle inevitabili differenze sulla resa fotografica,
non ho eseguito gli scatti nelle stesse condizioni di luce,
la differenza è evidente,
dal vivo è un po' più sfumata, certo,
ma resta il fatto che sul piatto prevalgono i toni scuri, marrone scuro, quasi nero, come bruciato... e i verdi, l'aspetto complessivo è piuttosto arido;
le tazzine sono più lucide e hanno un bel colore rosso-bruno.
Be', forse nella parola uscita fuori senza intenzione, quel bruciato che descrive il colore del piatto, può contenere la risposta.
Comunque, sul piatto lo spessore dello smalto è più sottile.
Non mi addentro in confronti su quale sia l'effetto migliore,
a me piacciono entrambi.
Qui conta di più capire perché sono differenti,
e pensandoci, mi viene in mente che il piatto è stato cotto nell'infornata col carbone... ecco, probabilmente qui c'è la risposta.
Probabilmente...
Published on
May 15, 2015

Disamina 1

Superfici Tecniche
 Un forno sperimentale, come questo, si può dire riuscito se è in grado di fornire le informazioni richieste, non se produce bei pezzi.
E questo andava detto.

Quindi, per la prima disamina, un pezzo facile: una coppia di ciotole,
forse tra le poche cose non strettamente sperimentali,
Una coppia di ciotole aperte, molto aperte;
argilla refrattaria di colore rosso chiaro foggiata a pizzico;
smalto nuka con inserto in tea dust tenmoku,
si vede, all'interno, anche un alone definito da un bordo scuro, si tratta di una pennellata sottos-malto di iron stain, volevo verificare l'effetto coprente di questo smalto.
Il nuka, all’esterno, ha perso il biancore ed è virato sul trasparente,
credo sia un problema legato allo spessore e, forse, all’esposizione alla fiamma con conseguenti temperature molto elevate;
ma propendo più per lo spessore.
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Published on
April 1, 2015

Dalla matita al tornio

Forme Progetti
Dopo i primi schizzi
alcuni dei quali inseriti nel post di sabato scorso
ho iniziato a lavorare al tornio
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devo anche dire che all'atto della rifinitura
che ho voluto anticipare rispetto al grado di essiccazione del grès
il vaso si è rotto
peccato
ma non fa niente
l'importante, oggi, è sentire questa sensazione di avere chiaro cosa voglio.
Published on
March 31, 2015

Vasi

Forme
Nel riprendere il lavoro,
a parte alcune ciotole che avevo iniziato
e che devo fare perché sono gli oggetti più richiesti,
sono tornato sui vasi
perché quelli fatti nel forno della scorsa estate non sono stati proprio soddisfacenti
diciamo che quel forno ha dato ottime indicazioni sul lavoro di cottura col carbone 
ma poi la produzione in se è stata un mezzo fallimento;
allora ci riprovo
intanto, in un angolo del giardino ritrovo uno dei pochi pezzi di quell'infornata che si salvano
e, forse, non per caso, è l'uso a nobilitarlo
o così sembra
comunque queste piante acquatiche vegetano bene lì dentro e tra qualche settimane sarà cresciuto un bel ciuffo
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VesuvioLab 
di Federica e Maurizio

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