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Published on
July 11, 2014

Lavori in corso su piatto tenmoku

Superfici
I post recuperati - 1 marzo 2014

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"Lavori in corso su piatto tenmoku"
Particolare
Published on
July 10, 2014

La cottura 1 - Introduzione

Cotture
Ci riprovo?
Eddai su..

Oggi riapro un ciclo di post dedicato alla cottura, a cosa avviene dentro il forno mentre la temperatura sale e la terra si scalda e diventa incandescente …
solo alcuni concetti chiave che spieghino questo processo fondamentale nella produzione ceramica.

Spero di non annoiarvi troppo.

All’interno dei forni da ceramica avvengono mutamenti della materia,
qualcosa di simile a ciò che Madre Terra compie nel generare e trasformare le rocce;
mutamenti fisici e chimici della materia
e così, nella ceramica come nei processi geologici, partendo da uno stesso materiale si possono ottenere risultati completamente diversi tra loro intervenendo sul percorso di trasformazione.

Ad esempio:
se il magma si raffredda lentamente all’interno della crosta terrestre dà modo alle molecole che lo compongono di organizzarsi secondo una struttura ordinata, compatta consentendo lo sviluppo di cristalli di grandi dimensioni. È il caso del granito e del gabbro;
se, invece, lo stesso magma uscisse in superfice durante un’eruzione vulcanica, diventando lava, il rapido raffreddamento produrrebbe rocce a grana più sottile. Si può pensare alle rioliti o ai basalti, quindi a rocce costituite da cristalli che spesso non sono visibili ad occhio nudo; per avere un’idea, il basalto è quella roccia nera, compatta con cui si fanno sampietrini e basolati per le pavimentazioni stradali;
infine, in particolari eruzioni il raffreddamento della lava – si tratta generalmente di lave ricche di silicio – è talmente rapido da non consentire affatto la formazione di cristalli e si può arrivare ad avere una struttura completamente vetrosa, priva di qualsiasi ordine. È il caso dell'ossidiana, un vetro naturale del tutto simile a quello di produzione umana.

Il percorso di trasformazione per il ceramista inizia da quando il pezzo,
l’argilla di cui il pezzo è fatto,
inizia ad essiccarsi.
Nella cottura dell’argilla non si arriva alla fusione. Un geologo parlerebbe di rocce matamorfiche.
Gli smalti, invece, richiedono la completa fusione del composto formato dalle materie prime.
In ogni caso le modalità di cottura (velocità di riscaldamento e raffreddamento, atmosfera durante il ciclo, ecc) influiscono sul risultato finale.
Negli smalti, ad esempio, si può intervenire sulla formazione dei cristalli o meno (e quindi sull’aspetto più o meno vetroso) modificando la velocità di raffreddamento.
La cottura dei prodotti ceramici richiede la gestione di molte variabili e, per questo, non può considerarsi un processo semplice e lineare da gestire con modalità rigide. Per una corretta conduzione della cottura è necessario acquisire sensibilità e flessibilità.

Nei prossimi post sull’argomento cercherò di scomporre l’intero processo nelle sue componenti principali:
  • Essiccatura
  • Trasformazione della Ceramica
  • Combustione della materia organica
  • Sinterizzazione
  • Decomposizione
  • Miscela eutettica
  • Vetrificazione 
  • Inversione e Conversione del Quarzo 
  • Smalto: fusione, raffreddamento e congelamento
  • Ossidazione e Riduzione    
Published on
July 9, 2014

Bottiglia

Forme
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Gres grigio
base lavorata al tornio
calotta e collo a colombino
a proposito, ho mai parlato del colombino?
non lo ricordo... uff!
non lo posso più verificare
vebbe', inutile
tanto è tutto da rifare
rifinitura manuale, veloce e poco curata
di questo ho già detto: un lavoro grossolano ma onesto
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Published on
July 8, 2014

Pesce di terracotta

Aspetti Narrativi
I post recuperati - 9 aprile 2014
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essere un pesce
sospeso nell'aria
appeso a un filo
dondolare
come fluttuare libero nell'acqua;
c'è solo questa sgradevole sensazione di mancanza d'ossigeno
che mi fa aprire e chiudere inutilmente le branchie 
Published on
June 27, 2014

Superfici rugginose

Forme Superfici
Anche oggi riprendo uno dei pochi post scampati al cataclisma
anche questo è funzionale al lavoro in corso
quindi credo che valga la pena ripetermi per lasciare traccia.

Superfici rugginose
11/06/2014

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pedivella arrugginita ...

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... trattata ad olio di lino

non farò verniciare il telaio,
non farò nemmeno cromare pedivelle e giunzioni;
wabi sabi?
forse;
olio di lino per il ferro,
ferro e cenere per la terra,
adesso va così
nessuna voglia di lucentezza, di liscezza;
non si tratta di accettare la patina del tempo
ma di averne cura...
per la sua bellezza
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Published on
June 26, 2014

Monocottura 1

Cotture
Ho trovato i testi degli ultimi post
questo mi sembra importante perché è un argomento che avevo appena iniziato
lo ripropongo per futura completezza dell'argomento.

(19/6/2014)
Quando la cottura prevede un primo ed un secondo fuoco, 
col primo si cuoce il pezzo nudo,
senza smalto, eventualmente solo ingobbiato,
col secondo fuoco il pezzo cotto (il biscotto)
viene smaltato e cotto nuovamente;
di solito il secondo fuoco ha una temperatura maggiore rispetto al primo.
Nella monocottura la fase della biscottatura viene eliminata.
Lo smalto viene applicato sui pezzi a durezza cuoio od osso
quindi, in un'unica cottura si produce il pezzo finito.
Questo approccio consente di risparmiare lavoro, tempo, energia
e, quindi, costi.
In realtà alcuni ceramisti nutrono qualche perplessità sul reale risparmio di energia e costi ma questo è un approfondimento di cui magari parlerò più avanti.
La monocottura, del resto, è il processo di cottura di gran lunga più antico e maggiormente utilizzato in tutte le tradizioni ceamiche.
E' naturale, allora, domandarsi, perché lavoriamo con due cotture?
La risposta potrebbe essere di quelle antipatiche,
soprattutto perché si potrebbe rispondere con un'altra domanda:
avete mai provato la monocottura?
avete mai provato a smaltare un pezzo crudo?
se la risposta è si, credo abbiate già un'idea della risposta,
se la risposta è no, allora provateci...
no, scherzo; il problema è semplice, la smaltatura di pezzi crudi può causare, con estrema facilità, rotture e distorsioni;
non solo in fase di smaltatura ma anche in cottura.
Lo smalto, infatti, viene dato sui pezzi allo stato liquido;
si tratta, quindi, di bagnare nuovamente il corpo argilloso
e bisogna tener conto del fatto che l'argilla a durezza osso assorbe acqua voracemente.

Per lavorare in monocottura è necessario trovare la compatibilità tra il corpo argilloso, lo smalto e le modali tà di applicazione.
Naturalmente anche la scheda di cottura deve essere adattata al fatto che nel forno entrano pezzi crudi e devono uscirne belli e finiti cioè smaltati.
Nelle prossime puntate cercherò di fornire gli elementi di base.
Se poi riuscirò anche a cuocere in monocottura è un altro paio di maniche e questo non lo posso garantire.
Published on
June 24, 2014

Comunicato

Aspetti Narrativi
Oggi ho fatto un guaio
ho cancellato il blog!
Inutile spiegare i motivi di questa disattenzione,
è successo.
Ora siamo in attesa di sapere dai gestori del sito referente se è possibile recuperare il danno;
se ciò non fosse possibile tutto il lavoro fatto fin qui sarebbe andato in fumo,
un solo click e via...
mi dispiace,
soprattutto per quegli argomenti che avevano, almeno per me,
una valenza più ampia, come la trattazione degli smalti, degli ingobbi o lo studio dei fenomeni che avvengono durante la cottura.
Tutto perso.
Purtroppo alla rabbia iniziale adesso si sovrappone l'avvilimento.
Ricominciare daccapo;
questo fa parte del nostro bagaglio e spesso qualche cosa lo insegna;
vediamo;
quindi riparto da qui confidando nella mia passione ma soprattutto nel vostro sostegno
(del quale ho veramente bisogno).
Inutile dire quanto mi dispiace,
per adesso posso solo chiedere scusa a tutti quei lettori che seguivano il blog.
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Autori

VesuvioLab 
di Federica e Maurizio

Contatti
​m.gualdi66@gmail.com

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